STRUMENTI TEORICI
E PRATICI PER LA COMUNICAZIONE
INTERCULTURALE

TORINO – Università degli Studi di Torino

STRUMENTI TEORICI E PRATICI PER LA COMUNICAZIONE INTERCULTURALE

L’idea del workshop nasce dalla constatazione della ricchezza della produzione grafica (fumettistica, fotografia, pittura e calligrafia) relativa all’area arabo- islamica, nei paesi del sud e del nord del Mediterraneo. Tale produzione veicola un’immagine dell’islam arabo contraria all’estremismo, che afferma l’identità culturale araba e islamica combattendo al contempo i fenomeni

di radicalizzazione e contribuisce al superamento degli stereotipi. Essa genera discorso piuttosto che conflitto, integrazione piuttosto che contrapposizione. Il workshop si giova dei risultati di ricerche già condotte da membri della rete PrIMED e vuole rappresentare un momento di coordinamento e approfondimento del tema attraverso le università della rete, soprattutto italiane e arabe.

LOGO Anẓār

Partendo dal focus del progetto Primed, le artiste Paola de Ruggieri e Miriam Zatari hanno sviluppato un’idea di Samia Makhloufi e hanno realizzato il logo Anẓār con cui abbiamo diffuso l’iniziativa (sia la mostra, sia il seminario). Lo scopo era quello di sintetizzare con un’opera grafica il contenuto del workshop e ogni particolare è quindi frutto di una riflessione alla quale tutte abbiamo partecipato e di cui presentiamo qui i punti fondamentali.
Prima di tutto abbiamo deciso di usare i caratteri arabi. Questo non solo perché la parola Anzaar che designa il gruppo e il seminario è una parola araba (in italiano “sguardi”), ma soprattutto perché la calligrafia è l’arte che più di ogni altra caratterizza la civiltà arabo-islamica sia nel passato sia nel presente. Come terzo, ma non trascurabile, motivo, infine, i caratteri arabi sono stati scelti perché la passione per lingua araba è l’elemento unificante del gruppo stesso, che è appunto composto esclusivamente da arabiste.
Nel logo, la parola Anzaar, “sguardi” è ripetuta in senso orario e ruota attorno a un tondo centrale nel quale confluiscono (o dal quale hanno origine) le lettere più alte e che racchiude una mezzaluna e una stella, cioè due noti simboli della cultura arabo-islamica. In tal modo si vuole sottolineare che gli “sguardi” in questione possono essere di due tipi: sia quelli che, partendo dall’esterno, convergono verso questa cultura, sia quelli che, partendo dal centro, in questa cultura hanno origine.  A fare da cornice sono otto mani unite in cerchio: le mani rappresentano la volontà di non guardare soltanto, ma di “toccare” le altre culture, e richiamano l’arte nella misura in cui rappresentano lo strumento fondamentale di ogni artista. Il loro numero corrisponde a quello delle persone che intervengono in questo seminario, e la loro posizione circolare esprime l’intento di unire le varie culture in un cerchio che rappresenta il mondo.
Quanto ai colori, ne sono stati scelti due fondamentali: il verde e l’azzurro.
ll verde è stato usato nella tonalità cosiddetta “verde islam” ed è stato scelto perché questo è il colore che, nella cultura islamica, rappresenta il “giardino” – in arabo al-janna , usato anche per indicare “il giardino per eccellenza”, il Paradiso. Quasi tutti i paesi dell’area islamica usano questo colore nelle loro bandiere, sia come sfondo (Arabia Saudita, Turkmenistan, ecc.), sia sotto forma di banda (Pakistan, Algeria, Palestina), sia per alcuni elementi (pentagramma dei 5 pilastri in Marocco, 2 stelle nella banda centrale per la Siria, cedro del Libano).
L’azzurro è stato scelto perché simboleggia il mare, e più nello specifico il mare Mediterraneo, da sempre luogo di incontro di culture e di persone appartenenti alle terre che si affacciano sulle sue diverse sponde condividendo clima, natura, storia, usanze e tradizioni.

GIORNATA

RESPONSABILI SCIENTIFICI

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  • Durata6 giorni
  • LuogoUniversità degli Studi di Torino
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